Contest fotografico a tema – la prima idea

Contest fotografico - Scadrègati

Prima o poi, per ogni fotografo che si rispetti, arriva il momento di cimentarsi in un contest fotografico a tema. Per quanto mi riguarda questa occasione mi si è presentata giusto qualche settimana fa. Ora che ho vissuto questa esperienza posso dire che partecipare a queste iniziative non può far altro che bene al proprio spirito fotografico. Ti costringe infatti a scattare fotografie che altrimenti non avresti probabilmente mai scattato. Almeno questo è quanto è successo a me.

Il gruppo fotografico dell’azienda per cui lavoro ogni anno organizza un contest a tema. Tutti i dipendenti possono consegnare massimo tre fotografie entro tre mesi dalla data di pubblicazione del titolo. Un anno fa con “Estate – fotografa gli aspetti della stagione più calda dell’anno” selezionai direttamente tre fotografie che avevo nell’hard disk, lasciando in questo modo vincere la mia pigrizia mentale piuttosto che l’inventiva. Per l’anno successivo invece (il 2017) decisi che non avrei pescato immagini dal PC; mi sarei impegnato alla ricerca dello “scatto perfetto” da utilizzare per contest fotografico che, col senno di poi, posso dire mi sia servito da stimolo per la mia photo-evoluzione.

Prima di spiegarti il perché, devi sapere che il titolo del tema di quest’anno è: “l’uomo e il manifesto – siamo circondati dalle pubblicità, cogline gli aspetti in modo originale”.

Le idee per il contest

Girovagare con la propria fotocamera al collo pronti ad immortalare qualsiasi cosa attiri la nostra attenzione è una scelta che abbiamo fatto e continuiamo a fare tutti noi amanti di quest’arte. Ma uscire di casa andando alla ricerca di un tema da seguire o di un particolare soggetto non è così altrettanto banale. O almeno a me non era mai successo.

Ti devo confessare che sono un fan di Matt Stuart, un eccellente streetfotographer inglese che fa parte del gruppo Magnum. I suo scatti, carichi di ironia, immortalano perlopiù passanti per le strade di Londra, mettendo in risalto le contraddizioni dei nostri tempi. Se sei un appassionato di questo genere di fotografie e non conosci questo artista ti consiglio di fare un salto sul suo sito web e dare un’occhiata ai suoi lavori.

La prima idea

Abito a Milano e per entrare nel mood del tema mi convinsi che le zone più commerciali della mia città avrebbe fatto al caso mio. Infilai quindi nello zaino la mia Fujifilm X-T10 e il Samyang 21mm f1.4 ed andai al lavoro. Al mio ritorno allungai la strada passando da corso Buenos Aires, una via ricca di negozi e passanti. Erano le 17:30 ed avevo ancora un’ora di luce per poter scattare con tempi accettabili.

Il primo tentativo andato male

In piazzale Loreto, a fianco di un marciapiede con un discreto passaggio di persone, notai un cartellone che pubblicizzava una palestra. L’immagine riprendeva una ragazza dal fisico atletico che impugnava due manubri per il sollevamento pesi. Inutile dire che era in perfetta forma, oltre ad avere anche un gran bel viso. In quel momento mi ricordai di aver letto della tecnica della “giustapposizione” (in questo interessante post) e pensai subito che avrebbe potuto fare al caso mio. Si trattava di comprendere nello scatto, oltre all’immagine della ragazza, anche una persona il più fuori forma possibile per rendere il risultato finale ironico ed interessante. Mi appostai quindi in prossimità dell’insegna e realizzai qualche scatto.

Tornato a casa controllai il risultato ottenuto; gli scatti qui sopra sono solo alcuni di quelli effettuati. L’idea era buona, ma l’esecuzione non mi soddisfava. Mancava del tutto il legame tra il passante e la pubblicità. Decisi di non darmi per vinto e, convinto di trovare un altro cartellone che entrasse maggiormente in relazione con le persone, il pomeriggio dopo tornai in zona armato di fotocamera.

L’immagine di copertina

Imbattermi nel cartellone pubblicitario con la scritta “Scadrégati” fu un colpo di fortuna. In dialetto milanese l’esclamazione esortava ad alzarsi dalla sedia. Cosa c’era di meglio che aspettare che qualcuno che ci si sedesse sotto?!? Mi armai di pazienza e mi sedetti sulla panchina che stava di fronte al manifesto ed impostai con calma la mia fotocamera e l’obbiettivo che avevo con me (sempre il Samyang 21mm).

L’azienda coreana Samyang produce ottiche di ottima fattura senza automatismi per contenere i costi ed essere competitiva sul mercato. L’utilizzo di queste lenti si predilige per fotografie “ragionate”. La messa a fuoco manuale può risultare un problema se si deve fotografare un soggetto in movimento. Allo stesso modo la ghiera dei diaframmi che non presenta la possibilità di impostare la “A” (automatico) richiede un po’ di dimestichezza nel gestirla. A discapito di questi punti deboli, la peculiarità di questo marchio sta nell’ottima resa cromatica delle sue lenti (dalle dimensioni e peso abbastanza contenute). Un altro punto di forza è il prezzo, davvero ottimo per la qualità offerta.

Seduto di fronte al manifesto selezionai un tempo di 1/125sec e diaframma f/8 per avere una buona profondità di campo. C’era abbastanza luce naturale per impostare ISO bassi. Aspettai una decina di minuti prima che un signore col maglione rosso decidesse di sedersi proprio di fronte a me. La prima foto per il contest fotografico era servita su un piatto d’argento, pensai. Era il momento di mettere a fuoco il soggetto in maniera discreta, in modo di non dare nell’occhio. Utilizzai lo schermo LCD basculante della X-T10 per tenerla all’altezza del petto. Nel frattempo usando il focus peaking misi a fuoco manualmente il protagonista della foto. Ottenni questa immagine.

Avevo la sensazione che la parte sinistra della foto fosse troppo vuota. Mi venne l’intuizione di comprendere nello scatto anche un passante per riempire quella sezione. Per farlo aumentai il tempo, portandolo a 1/80sec, in modo che risultasse in movimento e senza dettagli per non distrarre l’osservatore dal fulcro della foto: l’uomo e il cartellone. Portai il diaframma a f/11 per compensare questa modifica e continuare ad avere un’esposizione corretta. Ci volle qualche scatto prima di ottenere ciò che avevo in mente e una volta controllate le immagini sullo schermo della X-T10 mi potei ritenere soddisfatto.

Tornato a casa valutai le immagini ottenute e decisi quale sarebbe stata la foto adatta per il contest.

La post produzione

Dopo aver selezionato lo scatto, si trattava di post produrre l’immagine per dare risalto ai punti forti della foto. Ho aumentato il contrasto ed abbassato leggermente le alte luci del cielo che sfortunatamente risultava grigio e mono colore. Inoltre ho raddrizzato e croppato l’immagine, incrementato la nitidezza e ridotto leggermente il rumore digitale. Ecco le due immagine, la prima senza PP, mentre la seconda è quella che poi ho mandato in stampa.

Il primo passo era compiuto: una fotografia per il contest. Ora si trattava di elaborare altre due idee per avere più speranze di vincere.

Ed ecco come è nata la seconda…

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